Linee guida AGID per l’adozione dell’IA nella PA: dai principi agli strumenti pratici, ecco cosa contengono

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Etica, sicurezza cibernetica e gestione dei dati sono i temi centrali delle Linee Guida per l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, adottate dall’Agenzia per l’Italia Digitale e in consultazione pubblica fino al 20 marzo. Si tratta del primo dei tre documenti previsti dal Piano Triennale per l’Informatica 2024-2026 e inseriti tra le azioni strategiche nella Strategia Italiana per l’IA. Un passaggio molto importante per offrire un quadro di riferimento alle nostre pubbliche amministrazioni, in un contesto in continuo aggiornamento. Oltre a stabilire i principi guida per l’adozione dell’IA, il documento riprende l’approccio pratico già adottato nel Piano Triennale e presenta nove allegati con “strumenti” pratici e facilmente aggiornabili

21 Febbraio 2025

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Michela Stentella

Direttrice testata www.forumpa.it

Foto di 愚木混株 cdd20 su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/a-group-of-red-arrows-on-a-black-surface-HQH-GOZ6K2c

L’adozione delle soluzioni di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione è al centro delle Linee Guida AGID pubblicate pochi giorni fa, il 18 febbraio, che resteranno in consultazione pubblica fino al 20 marzo prossimo. Si tratta del primo dei tre documenti previsti dal Piano Triennale per l’Informatica nella PA (ricordiamo che per la prima volta il Piano affronta il tema dell’IA, dedicandogli un intero capitolo) e inseriti tra le azioni strategiche nella Strategia Italiana per l’IA 2024-2026. Seguiranno le Linee Guida dedicate all’acquisto e procurement di tecnologie IA e allo sviluppo delle applicazioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo complessivo di questo percorso è di guidare le pubbliche amministrazioni nell’utilizzo dell’IA, focalizzandosi sulle tre fasi fondamentali che lo caratterizzano. Un passaggio molto importante per offrire un quadro di riferimento alle nostre pubbliche amministrazioni, in un contesto in continuo aggiornamento nel quale si attende ancora l’approvazione del disegno di legge sull’IA.

Etica, sicurezza cibernetica e gestione dei dati sono i temi centrali di queste prime Linee Guida adottate dall’Agenzia per l’Italia Digitale con la Determinazione n.17/2025, che oltre a stabilire una serie di principi fondamentali che devono guidare l’adozione dell’IA nella PA (conformità e governance, responsabilità, trasparenza e spiegabilità dei sistemi), propongono un modello di adozione che parte dalla pianificazione strategica per arrivare all’implementazione operativa, passando per il monitoraggio e il miglioramento continuo.

Si pone, quindi, l’accento sul fatto che gli strumenti di IA devono garantire trasparenza, equità e non discriminazione e si forniscono indicazioni concrete su come implementare sistemi di IA che siano non solo tecnicamente efficaci, ma anche socialmente responsabili. In questo contesto, particolare attenzione è riservata al benessere comune e a un approccio human-centric: tecnologie e persone si incontrano, quindi, in un binomio che, come ci piace sempre sottolineare, è irrinunciabile se vogliamo che il percorso di adozione dell’intelligenza artificiale sia davvero consapevole e sicuro.

Non a caso, un intero capitolo (l’ottavo) è dedicato a “Formazione e sviluppo delle competenze” e si apre ricordando come “La PA, al fine di cogliere in modo consapevole i vantaggi dell’IA, DEVE lavorare su una serie di fattori abilitanti, di tipo gestionale, organizzativo e culturale oltre che tecnologico, tra cui riveste un ruolo chiave l’acquisizione e lo sviluppo di competenze adeguate a livello individuale e organizzativo”. Si ricorda la necessità di definire i profili professionali e le carriere di dirigenti e specialisti per l’AI, al fine di incentivare e guidare opportunamente i percorsi di reclutamento e up-skilling. Si sottolinea il ruolo dei dirigenti pubblici che, insieme ai Responsabili per la trasformazione digitale e ai loro uffici, “necessitano di un set di competenze e conoscenze adeguate ad assumere decisioni consapevoli e affidabili in merito a quali e quanti strumenti che ricorrono all’IA adottare, in virtù del loro ruolo determinante nei processi”.

Come detto, oltre al tema etico, è centrale quello della gestione del dato che deve essere improntato su qualità dei dati, interoperabilità e protezione dei dati personali; e naturalmente la sicurezza cibernetica in tutti i suoi aspetti, dalle minacce legate all’IA (con indicazioni su come implementare sistemi di monitoraggio e piani di risposta ad eventuali incidenti) alla resilienza dei sistemi che le PA vanno a progettare.

Il documento fornisce indicazioni su come la PA debba organizzarsi per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo efficace e conforme all’AI Act (Regolamento UE 2024/1689), in particolare per l’uso di soluzioni IA ad alto rischio. Ricordiamo, infatti, che l’approccio europeo è caratterizzato da una struttura basata sul rischio, che classifica i sistemi di IA in diverse categorie, e per i sistemi ad alto rischio (per esempio quelli utilizzati nella gestione di infrastrutture critiche o nel campo della giustizia penale) sono stabiliti requisiti molto stringenti.

Ma come si è arrivati alla redazione di questa prima Linea Guida? Abbiamo iniziato a lavorare in comune accordo e in collaborazione con le pubbliche amministrazioni che già partecipano in modo collaborativo alla redazione del Piano Triennale. Di fatto, le Linee guida sono state gestite all’interno del Tavolo di concertazione del Piano Triennale. C’è stata un’attività abbastanza intensa a partire da luglio e una grande partecipazione, perché i testi base delle diverse Linee guida sono stati commentati abbondantemente dalle amministrazioni facendo tesoro delle esperienze che piano piano stanno arrivando una dopo l’altra”, ci aveva raccontato Fabio Massimi, funzionario presso la Segreteria tecnica e coordinamento della Direzione Generale di AGID, intervenuto insieme a Marialuisa De Santis funzionaria presso il Servizio monitoraggio contratti di grande rilievo della Area Indirizzo e governance Pubblica Amministrazione, nel  videopodcast “InsideAGID: intelligenza artificiale e PA, a che punto siamo e cosa ci aspetta nel 2025?”.

È stata quindi effettuata una ricognizione molto attenta sulle soluzioni di IA che la Pubblica Amministrazione italiana sta sviluppando, integrando le best practice europee e internazionali. Questa ricognizione è servita per definire gli ambiti prioritari per l’utilizzo dell’IA da parte della PA che sono:

  • Miglioramento dell’efficienza operativa, con i principali benefici nelle seguenti aree: Supporto alle decisioni; Ottimizzazione dell’allocazione delle risorse; Miglioramento della gestione documentale; Miglioramento del supporto giuridico; Miglioramento delle procedure di acquisto.
  • Miglioramento dei servizi ai cittadini e alle imprese con i principali benefici nelle seguenti aree: Personalizzazione; Proattività; Trasparenza; Accessibilità; Inclusione.
  • Sicurezza e protezione dei dati.

“La pubblica amministrazione deve essere pronta sia al mutamento di comportamento dei sistemi sia al susseguirsi di tecnologie, che, come sapete, arrivano continuamente – aggiunge Massimi –. Questa prima Linea guida ha un approccio organizzativo che si lega a quanto già definito dal Piano Triennale. Abbiamo cercato anche di dare degli strumenti pratici, in modo tale che l’amministrazione abbia dei tools da utilizzare in maniera veloce, cercando il giusto equilibrio tra l’accessibilità del contenuto, perché l’intelligenza artificiale è una materia comunque complessa, e la completezza dell’informazione”.

Oltre a stabilire i principi guida per l’adozione dell’IA, il documento riprende quindi l’approccio pratico già adottato nel Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024–2026: ricordiamo che con l’aggiornamento 2025 del Piano siamo arrivati a un totale di 16 strumenti operativi, con altrettante schede descrittive, che le amministrazioni possono prendere a riferimento come modelli di supporto, esempi di buone pratiche e check-list per pianificare i propri interventi (ne abbiamo parlato in questo videopodcast con il Direttore generale di AGID, Mario Nobile).

Le Linee Guida appena uscite contengono nove allegati chiamati “strumenti” i cui contenuti potranno essere aggiornati agevolmente. Come è evidente, infatti, il contesto di riferimento in questo settore è in continua evoluzione, per cui nelle Linee Guida c’è soprattutto un invito alla PA a sviluppare un modello organizzativo flessibile e gli strumenti messi a disposizione servono proprio a sostenere questo adattamento costante ai cambiamenti richiesti dalla rivoluzione digitale. Le Linee Guida forniscono “strumenti” per la Valutazione del livello di maturità nell’adozione di IA; la Valutazione del rischio; la Valutazione d’impatto. Forniscono un Modello di codice etico e lo schema descrittivo per i Casi d’uso (il modello proposto nelle Linee Guida per l’adozione dell’IA prevede infatti che le PA individuino i casi d’uso in cui l’IA offre il massimo beneficio in termini di miglioramento dell’efficienza operativa e dell’erogazione dei servizi). Sempre la sezione “strumenti” presenta una selezione delle norme tecniche in ambito IA attualmente pubblicate e la classificazione delle principali funzionalità dei sistemi di IA. Fornisce alle PA un riferimento per definire le procedure di governance utili per l’adozione dell’IA. Infine, riporta i principali indicatori di prestazione (KPI) raccomandati nel ciclo di adozione di soluzioni di IA nella PA, con l’obiettivo di fornire uno strumento operativo nella misurazione, valutazione e monitoraggio delle prestazioni e dell’efficacia delle soluzioni IA.

Ora si andrà avanti fino al 20 marzo con la consultazione, per arrivare alla versione definitiva del documento.

Le Linee Guida sono pubblicate sul sito istituzionale di AgID, nella pagina dedicata all’Intelligenza Artificiale, ed è possibile partecipare alla consultazione fino al 20 marzo 2025, inviando commenti, suggerimenti e proposte di modifica e/o integrazione attraverso i commenti sulla piattaforma Forum Italia. L’obiettivo è migliorare il testo delle linee guida sia in termini prettamente editoriali, che, soprattutto, tecnici e di contenuto, in modo da garantire una loro più efficace implementazione da parte dei destinatari.

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