Dimensione territoriale e necessità manutentiva del sistema di contrasto ai fenomeni mafiosi

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Abbiamo ricevuto e pubblichiamo un testo di riflessione, a cura del Prefetto Vincenzo Cardellicchio, che affronta la complessità di applicare misure amministrative contro le infiltrazioni mafiose

28 Febbraio 2025

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Redazione FPA

Foto di Michael su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/un-edificio-che-ha-molte-finestre-su-di-esso-48yI_ZyzuLo

Il volume fotografico di Letizia Battaglia, promosso lo scorso Natale dalla Fondazione Candido Speroni e Carla Fendi, riflette la sensibilità verso le complessità sociali. In un’intervista del 2020, Battaglia esprime come la mafia sia ancora presente ma difficile da fotografare, essendo ormai più legata alla politica e meno visibile.

Analizzando grandi città come Roma e Milano, si nota che, sebbene il fenomeno mafioso sia riconoscibile, è difficile applicare strumenti amministrativi di scioglimento a causa del mancato rilevamento di un coinvolgimento diretto delle amministrazioni. Solo Reggio Calabria e Foggia hanno subito scioglimenti delle amministrazioni locali per condizionamento mafioso. Mentre nei piccoli comuni il controllo è più diretto, nelle grandi città la mafia si nasconde meglio.

Un sistema di ‘tutoraggio collaborativo’ potrebbe tornare utile quale strumento complementare a quelli già presenti, integrando quello attuale dello scioglimento. Questo approccio, sostenuto anche dal ministro Matteo Piantedosi, mira a proteggere il tessuto democratico e a fornire assistenza nelle zone più vulnerabili. Per comprendere l’urgenza e la necessità di un’auspicata attività di implementazione normativa, proponiamo una riflessione a cura del Prefetto Vincenzo Cardellicchio.

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