Manager pubblici e privati insieme per lo sviluppo dei territori e del Paese

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Cooperare con i dirigenti pubblici permette ai manager privati di accedere a un vasto patrimonio di conoscenze e di acquisire una visione più ampia del contesto sociale e istituzionale in cui le loro imprese operano

5 Febbraio 2025

M

Matilde Marandola

Presidente Nazionale AIDP - Associazione Italiana per la Direzione del Personale

B

Mariagrazia Bonzagni

Direttrice dell’area Programmazione Statistica e Presidio Sistemi di controllo interni - Comune di Bologna e Referente nazionale AIDP PA

Foto di Michal Parzuchowski su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/gruppo-di-persone-in-camicie-rosse-e-blu-lHkUBtUiI2Q

Questo articolo è tratto dal capitolo “Lavoro pubblico” dell’Annual Report 2024 di FPA (la pubblicazione è disponibile online gratuitamente, previa registrazione)

Pubblico-privato: una collaborazione a doppio senso

Costruire un nuovo ruolo del management pubblico. Questa la missione di AIDP PA, la community fatta di dirigenti e funzionari di all’interno del grande network di AIDP[1].

AIDP PA promuove il ruolo dei manager pubblici sviluppando le competenze delle persone, supportando il confronto sulle difficoltà quotidiane del lavoro, ma soprattutto favorendo lo scambio e confronto reciproci tra manager pubblici e privati. Una collaborazione che cresce e si rafforza. È abbastanza normale pensare che questa collaborazione, dal punto di vista dei benefici e dei vantaggi, sia esclusivamente a senso unico: dal privato al pubblico.

In realtà, se l’interazione con il settore privato può stimolare l’adozione di pratiche innovative nella gestione delle persone e lo scambio di know-how può contribuire alla formazione, all’aggiornamento e allo sviluppo delle competenze in ambito pubblico, cooperare con i dirigenti pubblici permette ai manager privati di accedere a un vasto patrimonio di conoscenze e di acquisire una visione più ampia del contesto sociale e istituzionale in cui le loro imprese operano.

Non a caso, una collaborazione istituzionale molto rilevante è quella che AIDP ha formalizzato nel 2018 con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) che, per la prima volta, ha visto HR di importanti imprese italiane confrontarsi con quelli di alcuni grandi Comuni: sul benessere delle persone (importante sia nel privato che nel pubblico), sulle modalità per avviare policy efficaci di Smart Working (prima del Covid, in tempi non sospetti), sulle tematiche relative alle diverse generazioni nelle organizzazioni (attualissime anche oggi).

Quell’occasione è stata molto utile: abbiamo avuto la piena consapevolezza che il mondo privato non aveva affatto chiaro chi erano e cosa facevano gli HR pubblici e, forse, non coglieva nemmeno il senso della loro funzione e della loro stessa esistenza. Il risultato più importante di quella prima collaborazione è stato, infatti, di tipo culturale, funzionale a trasmettere sapere e conoscenze tra prassi private e pubbliche e viceversa, ma anche a stimolare all’impegno civile e sociale e a superare il conflitto, espresso o latente, tra le due differenti culture organizzative.

Il tutto nella convinzione che parlare di collaborazione pubblico-privato equivale a parlare di sostenibilità socio-economica di un sistema Paese. Questo punto è davvero centrale. E lo è diventato ancor di più negli anni più recenti.

Il Valore Pubblico si produce insieme

La massimizzazione del profitto, che ha informato per anni la teoria economica, e il business as usual non sono più sufficienti. Oggi l’idea del Premio Nobel John Nash, ossia che in molte situazioni il massimo del risultato non si ottiene competendo ma collaborando, è diventata un valore che guida l’azione di molte imprese.

E le Pubbliche Amministrazioni (PA), dal canto loro, soprattutto quelle locali, si sono allontanate da tempo dal modello burocratico-weberiano che ha dominato almeno fino agli anni ‘70 del secolo scorso per adottare un modello di “amministrazione condivisa”, improntato ai principi della collaborazione e della partecipazione in cui le politiche pubbliche sono co-prodotte dagli attori pubblici e privati attraverso forme di negoziazione basate sulla coltivazione della fiducia reciproca e sulla condivisione delle conoscenze (il cosiddetto New Public Governance).

Parlare di Valore Pubblico come “stella polare” delle politiche pubbliche richiede in realtà di adottare modelli di governance collaborativa, che travalicano i confini e le risorse delle singole PA, e di lavorare insieme, in una logica di network territoriale o di filiera orizzontale, dove attori pubblici e privati collaborano per obiettivi comuni di sviluppo e benessere[2].

Il mondo pubblico e quello privato sono molto più vicini di quanto pensiamo o, almeno, dovrebbero condividere, pur con diversi ruoli e responsabilità, l’obiettivo dello sviluppo e del benessere del Paese e, in particolare, del contesto in cui operano.

(Alcuni) esempi di collaborazione e sperimentazione tra pubblico e privato

Non è un caso che il Tour Impatto, un percorso itinerante che, nel corso del 2024, AIDP sta portando in diverse città del Paese per dare evidenza alle migliori pratiche di gestione e rendicontazione non finanziaria, in grado di produrre impatti, sociali e ambientali, sulle persone e sul territorio, sia realizzato dall’area Sostenibilità insieme all’area PA.

Lo stesso “paradigma” sta dietro a SmartBo[3], una rete di organizzazioni, private e pubbliche, che opera nel territorio bolognese, nata nel 2019 su impulso del Comune di Bologna e di cui AIDP Emilia-Romagna è una delle organizzazioni fondatrici.

Alla base di questo network c’è l’idea che i “nuovi modi di lavorare” possano contribuire a trasformare profondamente i modelli organizzativi, favorendo l’innovazione e il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e siano in grado di produrre anche un impatto ambientale, economico e sociale, nei territori.

Se oggi le 40 organizzazioni della rete sono innovative su tante policy HR è anche merito di questa solida collaborazione e reciproca contaminazione tra pratiche pubbliche e private.

La prima università italiana ad acquisire la certificazione della parità di genere (e una delle poche PA) è l’Università Ca’ Foscari. La sua HR, componente del Consiglio Direttivo di AIDP Veneto-Friuli-Venezia Giulia, raccon- ta spesso che l’ispirazione l’ha avuta proprio durante un webinar di AIDP nel corso del quale, unica partecipante del mondo PA, si è chiesta perché uno strumento in grado di sostenere l’organizzazione nell’affrontare in modo sistemico un tema così importante offrendo una guida per le politiche pubbliche apparisse estraneo o inutile nel mondo pubblico.

Da ultimo, quella che certamente è la collaborazione pubblico-privata più recente e ambiziosa: l’accordo sottoscritto lo scorso luglio tra AIDP e ARAN.

Un impegno condiviso per il futuro

Le due organizzazioni hanno condiviso la necessità di promuovere e valorizzare la diffusione della cultura manageriale, nelle aziende private e nelle PA, riconoscendo nello sviluppo di una nuova cultura manageriale, improntata alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, una leva strategica essenziale per promuovere e supportare lo sviluppo delle organizzazioni private e pubbliche.

E, soprattutto, hanno condiviso il principio per il quale una PA efficiente, efficace e in grado di co-programmare e condividere una strategia e obiettivi comuni con gli altri attori del territorio, rappresenta un driver fondamentale per lo sviluppo del sistema economico e sociale del Paese nel contesto più generale dei processi di innovazione, trasformazione e incremento della competitività.

L’accordo prevede lo sviluppo di specifiche iniziative su scala nazionale e/o regionale per:

  • favorire il dialogo tra PA e mondo dell’impresa con l’obiettivo, attraverso la condivisione di criticità e punti di forza dei due mondi, di far crescere la conoscenza reciproca, mettere a fattor comune esperienze e buone pratiche e valorizzare gli obiettivi comuni partendo dalla condivisione della centralità delle persone nello sviluppo delle organizzazioni, pubbliche e private;
  • valorizzare e rafforzare le conoscenze e competenze dei rispettivi network, promuovendo e sviluppando progetti, eventi, iniziative di comune interesse e sostenendo reciprocamente iniziative sviluppate autonomamente dalle due organizzazioni, rendendole accessibili ai rispettivi network di riferimento.

Per tradurre concretamente tutto questo, da circa un mese 40 dirigenti, quasi tutti soci AIDP, per metà pubblici e per metà privati, appartenenti a cinque territori regionali, stanno lavorando in gruppi di lavoro misti sulle tematiche della valutazione della performance e dei “nuovi modi di lavorare”.

Con curiosità reciproca confrontano le diverse prassi e regole, condividono difficoltà e criticità e, entro fine 2024, produrranno proposte condivise da mettere a disposizione di colleghe e colleghi e, perché no, del legislatore.

Se questo esperimento funzionerà, l’obiettivo sarà farne un tavolo di lavoro permanente su tematiche di comune interesse.
Perché nessun collega di una multinazionale, per quanto innovativa, possa pensare che nelle Pubbliche Amministrazioni le politiche di sviluppo e valorizzazione delle persone sono inutili.


[1] Associazione Italiana per la Direzione del Personale, il network dei manager e professionisti HR.

[2] Sul Valore Pubblico si vedano i tanti contributi di Enrico Deidda Gagliardo

[3] Profilo LinkedIn: Rete SmartBo

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